Invito Teatro Scuola Media: 22.05

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Incontro sulla Riforma di Lutero

L’unità non è uniformità

di Gemma Feri (dal blog degli studenti del De Merode)

Quale occasione migliore, se non i 500 anni dalla riforma di Lutero, per un dialogo ecumenico? Questo è ciò che si è svolto il 14 marzo 2017 al teatro del collegio. Conferenza che ha interessato insegnanti e studenti, per la maggior parte ignari, fino a quel momento, dell’attualità del discorso. È infatti Francesco il primo Papa, che impegnato nel riallacciare i rapporti con tutte le Chiese cristiane, ha affermato che “l’unità non è uniformità” e che le differenze sono “una ricchezza e non una minaccia per l’unità della Chiesa”. Per risolvere un problema però, bisogna prima rilevarne la causa: questo lo scopo dell’intervento di Umberto Mazzone. Il professore di Storia del Cristianesimo e delle Chiese ha così introdotto i ragazzi al contesto storico cinquecentesco, che ha portato alla prima fondamentale divisione della Chiesa. Ha concluso, dopo aver ripercorso la storia di cinque secoli, descrivendo il cammino di unione che si è oggi intrapreso.

Dopo la certezza dei fatti storici è toccato a Patrizio Foresta, responsabile del Reformation Research Consortium, a demistificare il simbolo della Riforma: l’affissione delle 95 tesi. La causa scatenante è in realtà una leggenda. Il fatto, dimostrato grazie a seri documenti, a noi è stato spiegato per immagini: si è così potuto vedere lo sviluppo dell’iconografia di Lutero (Il primo disegno  pervenutoci, rappresentante l’affissione, appare almeno un secolo dopo la reale data). Più cambiavano i secoli,  più l’immagine di Lutero che affigge le tesi cambiava, fino ad assomigliare, nel 1900, ad un soldato tedesco pronto a partire per il fronte o un pupazzo dei Lego ai giorni nostri. È così stato possibile vedere la nascita e lo sviluppo di un mito trasformato oggi in un Playmobil.

È il pastore evangelico valdese Luca Baratto a ricordare che non tanto l’affissione delle Tesi, quanto il contenuto di queste stesse,  ha portato avanti la riforma. Ha poi spiegato il ruolo del pastore nella Chiesa Valdese e le differenze sostanziali tra Evangelismo e Cristianesimo. Nel primo si ha il sacerdozio universale dei credenti: ciò indica che il pastore è un primus inter pares, laico tra laici. Ha poi parlato dei grandi passi avanti che si stanno compiendo verso l’unione con i vari viaggi apostolici di Papa Francesco.

Ha infine preso parola Franco Bruzzi, Prefetto della Biblioteca Ambrosiana di Milano, facendo notare come la riforma sia stata, in realtà, un evento molto positivo per la Chiesa cristiana. Senza di essa infatti, mai avrebbe avuto luogo il Concilio di Trento e la Controriforma, grazie alla quale ci fu un rinnovamento spirituale, teologico, liturgico ed istituzionale della Chiesa.

Il tutto magistralmente è stato moderato da Mimmo Muolo, vaticanista di Avvenire. Con il pensiero che “il piano di Dio si manifesta in diversi modi”, il direttore frère Alessandro Cacciotti conclude la conferenza (molto più dialogo ecumenico),  grato del passato e fiducioso nel futuro.

 
di Gemma Feri

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